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Tendinite e Tenosinovite. Come curarli con rimedi naturali.

31/01/2019

Tendinite e tenosinovite. Come possiamo intervenire con i rimedi naturali.
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La tendinite e la tenosinovite sono due condizioni caratterizzate da degenerazione del tessuto e da infiammazione. Se l’infiammazione riguarda i tendini parliamo di Tendinite, invece se riguarda la guaina mielinica parliamo di Tenosinovite. I sintomi di queste due problematiche possono essere individuate in modo diverso: posso avere un dolore nel movimento, quindi parliamo di un infiammazione ai tendini o alla guaina mielinica di un'articolazione ad esempio del polso, o tramite palpazione, nel momento in cui esercito una pressione sulla zona interessata. La cronicizzazione del problema nel tempo porta ad una possibile  immobilizzazione dell’arto, ovvero, un impastamento a livello del tessuto tale da non riuscire più a muovere l’arto interessato. Le sedi più colpite sono le piccole articolazioni come ad esempio le dita delle mani, dei piedi, il polso, raramente la spalla, il classico tendine di Achille, il piede e le ginocchia.

 

Terapia farmacologica

Nella terapia allopatica il primo consiglio è quello di riposare e immobilizzare l’arto, poi, terapie sintomatiche con l'utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei, quali fans, e in certi casi addirittura antinfiammatori ormonali come il cortisone. Potrebbero essere prescritte anche delle infiltrazioni di cortisone, fatte con cadenza mensile, con cicli di un paio di mesi fino a reprimere il sintomo, ovviamente senza andare alla radice della problematica.

 

Ma qual è la radice del problema? Perchè ci ammaliamo di questa infiammazione?

 

L’eziologia è sconosciuta. Il problema riguarda sicuramente una  scarsa vascolarizzazione del tendine che porta ad uno stato di infiammazione e al dolore durante il movimento a delle degenerazioni, a degli impastamenti e a tutta una serie di problematiche. Ciò è dovuto probabilmente a degli stress continui nei  movimenti, ad esempio i microtraumi ripetuti nel tempo come il gomito del tennista il quale sottoponendo l’arto a ripetuti microtraumi crea un'infiammazione a quel livello. Oppure, la donna che tutti i giorni va a fare la spesa trasportando buste pesanti oppure giocando a ping pong sottoponendo il polso a stress. Queste problematiche possono essere associate anche a  patologie più importanti come la gotta, artrite, artrosi come il diabete e il colesterolo, nel caso ovviamente, bisogna intervenire sulla patologia più importante.

A livello fitoterapico possiamo agire partendo dall’'infiammazione che ha luogo in un tessuto specifico quindi una piccola articolazione del mio organismo. Antinfiammatori a livello fitoterapico ce ne sono tanti ma in questo contesto agire con la gemmoterapia è la scelta migliore.

 

Il gemmoderivato.

E’un estratto di un giovane getto di una gemma diluita in acqua, alcool e glicerolo, diluita poi alla 1dh ed ha la forza di arrivare nel tessuto specifico dove svolge la sua azione. Importante individuare la gemma giusta della pianta giusta, questa mi crea una azione di drenaggio del tessuto e dato che l'infiammazione richiama acidità avrò quindi ph acido, il quale richiama ioni calcio, che provocano delle cristallizzazioni o delle tossine che vanno a depositarsi nel sistema connettivale creando il focolaio infiammatorio che mi porta alla problematica.
 

Terapia Fitoterapica

Il gemmoderivato  utilizzato da sempre dagli antichi è  Les Ampelopsis veitchii o Vite Canadese, utilizzato dai guerrieri dopo una battaglia per curare i traumi subiti, questo gemmoderivato riesce ad avere un'azione antinfiammatoria proprio a livello dei tendini quindi delle piccole articolazioni drenando il tessuto e togliendo tutti i focolai infiammatori ed equilibrando th1 th2 in quel  tessuto.

Può essere sicuramente un coadiuvante una composizione di gemmoderivati diluiti alla 1 dh che prevede degli antinfiammatori simil ormonali come il Ribes Nigrum e il Pino.

Il gemmoderivato di Ribes Nigrum  ha un'azione nello stimolare la ghiandola del surrene producendo cortisolo: il  più potente antinfiammatorio che noi abbiamo, simula il cortisone utilizzato nelle terapie allopatiche, che porta invece a diverse problematiche metaboliche importanti,  previene i problemi di accumulo ed è senza tossicità farmacologica.

Inoltre è utile aggiungere antinfiammatori antistaminici simili come ad esempio vite, betulla, abete bianco, la composizione si chiama Vitis Vinifera Composta  la posologia è di 30 gocce per tre volte al giorno di entrambi ( les ampelopsis veitchii e vitis vinifera composta) insieme hanno un'azione antinfiammatoria ed eliminano la cronicizzazione del problema nello specifico a livello del tessuto.

Altro rimedio consigliato è il PSC Salix Alba un gemmoderivato concentrato di Salix Alba.

Ci sono molti studi che utilizzano questa pianta in gemmoderivato concentrato che va a sbloccare la cronicizzazione ovvero la degradazione di quel tessuto stesso.

Per completare la terapia posso anche agire sull’ acidità creata dall’ infiammazione del tendine al livello di quel tessuto, quindi, non sull’acidità  sistemica, ma sul ph acido che va a richiamare gli ioni calcio che formano delle cristallizzazioni e l'immobilizzazione del tessuto, utilizzando Trimagnesio un composto di sali di magnesio da prendere la sera.

Avendo accumulato tossine, la depurazione dell'organismo a livello del fegato è fondamentale, per questo è utile il Cardepat, complesso di tinture madri a base di cardo mariano, carciofo, tarassaco,crisantemo americano e boldo.

Oltretutto, un’attenzione particolare va data all'alimentazione che deve essere di tipo antinfiammatoria perché la problematica potrebbe derivare dall'intestino. Il consiglio è quindi quello di  escludere il glutine, la caseina e il lattosio gruppi fondamentali che generano problematiche di tipo infiammatorio cronico degenerativo.

 

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